Il S.I.N. , servizio segreto d’informazioni della Resistenza piacentina

 

Adolfo Longo, tenente colonnello in pensione, capo della “intelligence” dei partigiani piacentini.

Le organizzazioni della Resistenza necessitavano d’informazioni sulle forze nemiche: consistenza, operazioni, programmi, arresti, confidenti. Le erano inoltre richieste dagli  Alleati anglo-americani informazioni in particolare sulla presenza e i movimenti delle forze armate tedesche, sui loro depositi ed installazioni militari, sulla localizzazione  d’infrastrutture la cui demolizione tramite bombardamenti aerei ne avrebbe messo in difficoltà i movimenti e i rifornimenti.

Per reperire tali informazioni occorreva disporre di una vera e propria organizzazione segreta d’intelligence composta anche da soggetti interni alle forze nemiche. Non fu cosa facile, ma gradualmente il movimento Italiano di Liberazione riuscì a darsi una vasta rete di servizi informativi in comunicazione con le formazioni partigiane e con il CLN Alta Italia e il Comando Generale del C.V.L, i quali assicuravano l’interscambio d’informazioni con i Servizi degli Alleati, in particolare il SOE inglese (Special Operations Executive) e l’OSS americano (Office of Strategic Services). Questi provvidero a fornire alla Resistenza  apparecchiature ricetrasmittenti e anche ad inviare presso le formazioni partigiane dei loro agenti di collegamento (vedi Le missioni alleate fra i partigiani piacentini).

Il S.I.N. di Adolfo Longo “Nicoletti”

L’intelligence partigiana piacentina si chiamò S.I.N. (Servizio Informazioni Nicoletti), dal nome assunto dal tenente colonnello dell’esercito in pensione Adolfo Longo che si dedicò alla sua costruzione e direzione.  Al CLN AI a cui giunsero a far capo ben 66 “linee informative”, il S.I.N. si posizionava al terzo posto ed era  conosciuto come “Servizio colonnello Nic” (Nicosia) e “Informatore n. 3” .

Adolfo Longo, nato a Leonforte (EN) il 29 ottobre 1895, entrò giovanissimo all’Accademia Militare. Nell’ottobre del 1918 partecipò ai durissimi combattimenti contro gli austriaci sul massiccio del Grappa. Al termine del primo conflitto mondiale fu decorato con la Croce di Guerra al Valor Militare. A Piacenza prestò servizio nel 65° Reggimento fanteria “Trieste”. Congedatosi con il grado di tenente colonnello per motivi di salute, non fu più in sevizio durante la Seconda Guerra Mondiale e dall’ottobre 1943, con la nascita del CLN piacentino, si dedicò alla costruzione del servizio d’informazione per la Resistenza, facendo leva sulle sue relazioni negli ambienti militari.

Al momento della Liberazione il S.I.N. contava una settantina di informatori sotto la direzione di sette organizzatori principali: Mario Saccardo, Sergio De Angelis, Giovanni Longo, figlio di Adolfo, Gianfranco Muratori, Giulio Fox, Carlo Fiore, Alfonso Turiello.

Mario Saccardo  e la cellula della Questura

La rete di Mario Saccardo, funzionario di Polizia in forza presso la Questura di Piacenza, era una delle più importante. Il 19 novembre 1944 Saccardo e i componenti della sua cellula informativa (Pasquale Calenda, impiegato di Polizia; Francesco Maioli, impiegato alla SE.PR.AL.; Mario Calderoni, ferroviere; Armando Forte, interprete al Comando tedesco; Giusto Forte, applicato di P.S.; Giuseppe Peschiera, agente ausiliario di P.S.; Donato Turiello, ex funzionario di P.S.) furono arrestati dal capitano Filippo Zanoni dell’Ufficio politico della GNR, per sospetta collaborazione con i partigiani. Sotto il pericolo di una fucilazione certa per sé e i suoi collaboratori, Saccardo riuscì abilmente a giocare gli inquirenti, facendo credere di essere in contatto con la Resistenza per ragioni di servizio, in realtà continuando a collaborare attivamente con il S.I.N. fino alla fine della guerra.

L’organizzazione di Longo disponeva anche di infiltrati fra gli esponenti dell’esercito della Rsi, grazie ai quali riuscì a venire in possesso di documenti relativi alle istruzioni sulla sicurezza e vigilanza dei depositi di armi e delle istallazioni militari, sulle disposizioni per mantenere la segretezza delle informazioni e sulle tecniche di combattimento da adottare contro le formazioni partigiane.

I rapporti con il SOE inglese e l’OSS americano

Particolarmente importante fu la collaborazione di Longo con Francesco Daveri e il suo amico prete padovano conosciuto in Svizzera, don Mario Zanin , grazie ai quali il S.I.N. riuscì a entrare in contatto con la sede svizzera del SOE, da cui furono assicurati i primi rifornimenti aviolanciati alle formazioni partigiane piacentine

Il S.I.N., attraverso la rete di Alessandro Beltramini, “Como”, fornì informazioni anche all’OSS , ricevendo un attestato di benemerenza firmato personalmente dal generale William Donovan, direttore del Servizio.

Nel dopoguerra, il S.I.N., almeno fino a tutto il 1946, continuò a funzionare a supporto del CLN di Piacenza, nei procedimento di epurazione dei fascisti accusati di collaborazionismo con i tedeschi. Longo si spense a Piacenza il 14 maggio 1976.

 Fonti

  • Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza, vol. V, voce “Servizi segreti della Resistenza”, La Pietra – Valk Over, 1987
  • Claudio Olremonti, Nelle S.P.I.R.E. del regime – UPI, Questura, OVRA, MGIR, Missioni Alleate, Intelligence Partigiana a Piacenza (1943 – 1945), Kindle Direct Publishing, 2019. (Le informazioni relative al S.I.N. sono state tratte da questa opera che ha dettagliatamente ricostruito la storia di questa organizzazione d‘intelligence).
  • Claudio Oltremonti, Francesco Daveri, Scrittture, Piacenza, 2022
  • Archivio Anpi di Piacenza : Relazione sullo stato di servizio della organizzazione S.I.N., in data 21.5.1947, di Adolfo Longo (Nicoletti) ed Elenco degli appartenenti all’organizzazione S.I.N.

 

Allegati

1 – Relazione del Capo del S.I.N.

2 – Elenco degli appartenenti al S.I.N.